Confettura o Marmellata: conosci la differenza?

Da un punto di vista squisitamente merceologico con il termine confettura si fa riferimento a tutte le conserve di frutta, ad eccezione di quelle a base di agrumi che si definiscono invece con l’appellativo di marmellate.

In commercio possiamo reperire una moltitudine di confetture e marmellate di agrumi quindi come possiamo orientarci per un acquisto di qualità?

Le differenze più importanti che dobbiamo valutare prima di procedere con l’acquisto sono:

  • Percentuale di frutta utilizzata
  • Quantità e tipologia di zuccheri aggiunti

Gli zuccheri vengono aggiunti in fase di trasformazione come elementi conservanti e possono spaziare dallo zucchero bianco, zucchero di canna, succo di uva o di mela, al miele oppure dolcificanti come la stevia.

In taluni casi, si possono trovare delle confetture che riportano in etichetta la seguente dicitura “con solo zuccheri provenienti dalla frutta”. Queste sono sicuramente le confetture e marmellate migliori.

Altre confetture/marmellate riportano un contenuto di frutta di 100g o più per 100g di prodotto, anche questa è una caratteristica contraddistintiva di maggiore qualità del prodotto che stiamo acquistando. In ogni caso, se la frutta non è il primo ingrediente indicato in etichetta, occorre sincerarsi che la percentuale di frutta presente sia almeno nell’ordine del 70-80% sul prodotto finito!

A proposito di politically correct, qualche anno fa una nota industria conserviera (Rigoni di Asiago) è stata multata dall’Antitrust per pubblicità ingannevole in quanto su un prodotto l’azienda riportava in etichetta la dicitura ‘Senza zuccheri aggiunti‘ cosa non corretta e veritiera perché erano presenti dei succhi di frutta (mela/uva) comunque fonti extra di zuccheri. L’autority ha imposto all’azienda di modificare la dicitura in ‘Contiene solo zuccheri della frutta’.

Dr.ssa Monia Senni Biologa Nutrizionista