Sindrome dell'Intestino Irritabile: Nuovi Sviluppi

Ho già trattato e descritto in articoli precedenti pubblicati sul mio blog la Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS, Intestinal Bowel Sindrome), una condizione che affligge una moltitudine di persone, nella maggior parte donne, e che può ridurre di molto la qualità di vita di chi ne è affetto.

Non essendo una patologia, per l’appunto classificata ancora come una sindrome, con segni e sintomi tipici quali alterazioni dell’alvo (stipsi/diarrea), gonfiore (meteorismo), dolore (nei casi acuti anche associato a coliche intestinali) e pesantezza addominale, frequentemente non viene trattata dalla medicina generale con sufficiente attenzione, portando i pazienti a peggiorare la propria condizione con il passare del tempo.

Per ottenere il successo terapeutico questa Sindrome dell’Intestino Irritabile va valutata e trattata sia da un punto di vista nutrizionale-biochimico, sia da un punto di vista microbiologico. L’intervento deve essere funzionale a ripristinare sia un adeguato microbiota enterico, sia alla riparazione della barriera mucosa intestinale, frequentemente infiammata e priva della sua nativa capacità di essere selettivamente permeabile. Per via di questa alterazione di membrana si assiste al passaggio indesiderato di agenti/germi patogeni che contribuiscono all’innesco di un processo infiammatorio prima locale, poi sistemico.

Nel trattamento diventa quindi imprescindibile l’impostazione di una adeguata integrazione con prebiotici, ossia substrati nutritizi di elezione (fibre) per particolari ceppi di “microrganismi amici” che convivono con noi nel nostro intestino, unitamente a probiotici (ceppi microbici veri e propri) dedicati alla risoluzione del singolo disturbo, possibilmente personalizzati in base se nel paziente prevalga la costipazione oppure una condizione di diarrea.

Questa è la strategia vincente nel trattamento della Sindrome dell’Intestino Irritabile: la terapia sinergica personalizzata!

Esistono delle miscele di ceppi microbici più indicati per la stipsi:

  • Bifidobacterium longum
  • Lactobacillus helveticus
  • Lactococcus lactis
  • Streptococcus thermophilus

Altre sinergie microbiche risultano essere maggiormente funzionali alla risoluzione di una diarrea:

  • Bifidobacterium lactis
  • Lactobacillus acidophilus
  • Lactobacillus plantarum
  • Lactobacillus salivarius
  • Bifidobacterium lactis

Occorre poi sempre ricordare la stretta interconnessione tra intestino e cervello: oggi sappiamo dell’esistenza di un asse neuroendocrino che porta informazioni dall’intestino all’encefalo, il quale a sua volta condiziona la funzionalità digestiva.

Il microbioma enterico colloquia costantemente con il nostro sistema nervoso e ci condiziona le scelte, specie di carattere alimentare!

Mai sottovalutare nei pazienti affetti da IBS l’importanza della psiche!

In questi casi l’intestino è infiammato a causa di una condizione di stress cronico e non produce più il neurotrasmettitore serotonina. In questi pazienti integrare un inibitore della ricaptazione di questa molecola può essere utile per riequilibrare il tono dell’umore, che spesso è tendente a depressione o forte disagio sociale-malumore.

Data la complessità dell’intervento sconsiglio vivamente una sorta di “intervento fai da te” con autoprescrizione della cura: integrazione e dieta devono essere necessariamente elaborate da un esperto Nutrizionista capace di seguire nel tempo l’evoluzione del piano terapeutico!

Dr.ssa Monia Senni Biologo Nutrizionista