Le Bevande Zuccherate favoriscono lo sviluppo dell’obesità infantile

Possiamo partire da un dato statistico molto preoccupante: nella AUSL di Cesena il 9% dei bambini di età compresa fra 8-9 anni risulta essere in sovrappeso.

Numerose ricerche confermano l’ipotesi che la crescente diffusione dell’obesità infantile possa essere correlata, oltre ad uno stile di vita prevalentemente sedentario, anche con l’incrementata assunzione che si è registrata negli ultimi 10-15 anni, di bevande zuccherate e altre bevande gassate, spesso dolcificate con fruttosio.

I dati confermano che il 44% dei bambini italiani, soprattutto i maschi, consumano quotidianamente bevande zuccherate e/o gassate.

Il fruttosio, essendo uno zucchero economico, viene largamente utilizzato dalle industrie alimentari in molte preparazioni sotto forme diverse. Nelle etichette (che dovremmo sempre a leggere attentamente), potremmo trovare indicati i termini:

  • Sciroppo di grano ad alto contenuto di fruttosio, che viene indicato in etichetta con questo acronimo “HFCS”;
  • Fruttosio cristallino;
  • Sciroppo di fruttosio-glucosio.

Questo zucchero lo si può dunque ritrovare in diversi prodotti alimentari come zuppe, fette biscottate, crackers, pane, biscotti, ketchup.

Il fruttosio possiede un processo digestivo e un metabolismo completamente diversi da quelli del glucosio. Infatti, il fruttosio non induce nessuna risposta negli ormoni che regolano l’appetito e l’utilizzo dell’energia, ossia leptina e insulina.

La mancata stimolazione di questi 2 ormoni ha condotto gli scienziati ad una conclusione: il fruttosio nella dieta può contribuire ad una mancata regolazione dell’introito calorico, che si traduce in una condizione di iper-alimentazione e conseguente aumento della massa grassa corporea.

Inoltre, a livello del fegato, il fruttosio stimola la produzione di nuovi acidi grassi, predisponendo ad una condizione di steatosi epatica (fegato grasso).

Dott.ssa Monia Senni, Biologa Nutrizionista