La dieta mima digiuno come strumento terapeutico nella lotta contro il tumore al seno

In articoli precedenti ho già parlato della dieta MIMA DIGIUNO realizzata dal prof. Valter Longo.

Il professor Longo è uno dei massimi esperti di longevità in ambito internazionale ed ha potuto dimostrare con le sue ricerche nell’ambito della nutrizione, della genetica e della biochimica che la capacità di mantenerci giovani e sani è insita in noi, dobbiamo solo applicare le strategie nutrizionali opportune per potere attingere a risorse potenti di cui il nostro organismo è già dotato.

La Dieta MIMA DIGIUNO è un pattern dietetico a bassissimo apporto calorico della durata di 5 giorni che prende ispirazione dalla tradizionale Dieta Mediterranea, notoriamente ricca di alimenti prevalentemente di origine vegetale.

Questo protocollo dietetico è già stato impiegato in diversi ambiti clinici come strumento terapeutico e consiste in un menù di semi digiuno capace di “mimare” il digiuno totale e di indurre importanti effetti benefici sul nostro organismo. Il MIMA DIGIUNO è in grado letteralmente di “resettare” il nostro organismo da un punto di vista cellulare-molecolare e di favorire una grande azione antinfiammatoria e depurativa sistemica.

Oggi, voglio aggiornarvi sull’impiego della MIMA DIGIUNO nell’ambito della lotta contro il tumore al seno.

L’estate scorsa sono stati pubblicati su Nature, una tra le più prestigiose riviste scientifiche, i primi risultati di uno studio dal titolo “Fasting-mimicking diet and hormone therapy induce breast cancer regressioncondotto da IFOM di Milano (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare) e dal Policlinico Universitario San Martino di Genova, con il sostegno di AIRC (Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro).

La ricerca è stata condotta su un gruppo di 36 donne con tumore al seno, anche metastatico, già in terapia ormonale classica da anni, che è stato sottoposto a cicli di dieta di tipo vegano ipocalorico (MIMA DIGIUNO) protratti per una media di circa sei mesi, intervallati a dieta libera.

I primi risultati ci rivelano che questa terapia dietetica ha ridotto in maniera sostanziale importanti fattori di crescita coinvolti nel processo di carcinogenesi capaci di influenzare sia la proliferazione che la crescita tumorale, quali IGF-1 fattore di crescita insulino-simile e insulina.

Questi importanti effetti metabolici erano già stati precedentemente osservati su colture cellulari e sugli animali e oggi possiamo parlare di conferme anche sull’uomo della capacità protettiva antitumorale della dieta MIMA DIGIUNO,risultati positivi capaci, per altro, di mantenersi nel lungo periodo.

Va sottolineata l’importanza di approcciare con serietà all’impiego di questi protocolli dietetici che devono sempre e necessariamente venire impostati sotto stretto controllo medico. Viene assolutamente sconsigliato il “fai da te” che potrebbe rischiare di indurre un potenziale stato di malnutrizione nel paziente oncologico, notoriamente fragile da questo punto di vista.

Dr.ssa Monia Senni Biologo Nutrizionista

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