La dieta anti-cancro: conosciamo la barbabietola rossa

Da sempre spiego ai miei pazienti come una dieta ricca in ortaggi, preferibilmente di stagione e magari coltivati con metodo biologico, sia necessaria e protettiva sia durante la fase delle chemio o radio terapie come anche nei periodi post trattamento per favorire la naturale propensione del nostro organismo alla guarigione.

Oggi vi parlerò di un vegetale particolare, tipico ingrediente impiegato nelle zuppe dei Paesi dell’Europa dell’Est e in Russia, ma poco presente e consumato nella cucina italiana, nonostante sia riconosciuto come un vegetale molto protettivo e benefico per la salute del nostro sistema immunitario, la barbabietola rossa (beta vulgaris).

La barbabietola rossa o rapa rossa è una radice a tubero, rotonda, di un colore rosso vivo da cruda, di colore violaceo da cotta, decisamente ipocalorico (20kcal/100g) che possiede un altissimo contenuto di vitamine, specie vitamina A, vitamina C e acido folico (solo se consumata cruda) e sali minerali.

Tra i Sali minerali, presenti soprattutto nelle foglie di barbabietola, spiccano il ferro (ideale per correggere le anemie) il calcio, il fosforo e il potassio.

Negli anni ’80 sono state scoperte nella barbabietola rossa delle molecole capaci di contrastare l’insorgenza del cancro del colon retto, effetti confermati anche da ricerche scientifiche recenti che ne hanno peraltro testato le proprietà di ridurre il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.

La barbabietola rossa esprime proprietà protettive anche nei confronti del fegato e complessivamente svolge un’azione antinfiammatoria.

Ricerche eseguite in Gran Bretagna dalla London School of Medicine hanno dimostrato che mezzo litro di succo di barbabietola rossa bevuto giornalmente è in grado di ridurre sensibilmente la pressione arteriosa.

Il modo migliore per assumere tutte le sostanze benefiche di questo ortaggio è di consumarlo sotto forma di estratto intero, ossia, utilizzando sia la radice che le foglie.

Le uniche limitazioni al suo consumo sono rivolte a coloro che soffrono di calcolosi renale (per via del loro contenuto in ossalati di calcio) o nei casi di gastrite in quanto la barbabietola rossa stimola la produzione di succhi gastrici.

Dr.ssa Monia Senni Biologa Nutrizionista