L’importanza della Vitamina D nella prestazione sportiva

La ricerca scientifica negli ultimi decenni ha fornito numerose prove sulla forte influenza della vitamina D in vari settori che interessano sia direttamente che indirettamente la prestazione sportiva.

  • Ruolo attivo nella sintesi proteica
  • Funzione di sostegno nel processo di contrazione muscolare
  • Riduzione dei processi infiammatori
  • Crescita cellulare
  • Modulazione della risposta immunitaria

Il meccanismo più radicato nella cultura scientifica è quello attraverso il quale è ormai riconosciuto che la vitamina D sia in grado di aumentare l’assorbimento del calcio a livello intestinale e di attivare l’azione degli osteoclasti, cellule capaci di migliorare il rimodellamento e la densità minerale ossea. Nel momento in cui i livelli di vitamina D si riducono, si attiva l’azione del paratormone (PHT), il quale, per soddisfare il fabbisogno organico incrementa la sua attività di riassorbimento osseo con conseguente aumento del rischio di lesioni ossee, altrimenti definite fratture da stress.

É stato stimato che circa il 10%-30% degli atleti vada incontro ogni anno a fratture da stress.

L’azione della vitamina D a livello del tessuto muscolare è stata studiata per valutarne l’effetto sulla funzione del muscolo scheletrico. Da alcune ricerche è emerso che la vitamina D sia in grado di influenzare la forza muscolare ed il processo di contrazione muscolare.

Altre ricerche sostengono che attraverso un meccanismo di tipo genomico, la vitamina D contribuisca ad aumentare l’espressione del fattore di crescita insulino-simile IGF-1 (Insulin Like Growth Factor 1), notoriamente capace di esercitare un’azione anabolizzante a livello cellulare.

In alcuni studi si è potuto evidenziare che in soggetti deficitari di questa vitamina la supplementazione con integratori a base di colecalciferolo sembrerebbe determinare l’aumento delle dimensioni e del volume di fibre muscolari di tipo II o fibre rapide. Tale effetto sembra sia correlato ad un aumento della forza muscolare.

Negli atleti sia di endurance che di forza si registrano bassi livelli ematici di vitamina D. Questi risultati conducono all’ipotesi che negli atleti le RDA suggerite non siano adeguatamente soddisfacenti per coprire i fabbisogni giornalieri di vitamina D, essendo le loro richieste superiori rispetto a quelle della popolazione generale.

Dr.ssa Monia Senni Biologa Nutrizionista