Dieta, intestino e salute

Molto frequentemente nel mio ambulatorio mi capita di incontrare pazienti che lamentano una salute cagionevole. Indagando a fondo attraverso una serie di valutazioni clinico-diagnostiche, scopro che questa condizione di salute precaria è spesso associata a disordini intestinali di vario tipo che si trascinano per lunghi periodi. Nello specifico, sia uomini che donne, accusano sintomi ricorrenti come dolore addominale diffuso, meteorismo, stipsi e/o diarrea.

Ormai, è un dato acquisito che il 70-80% delle nostre difese immunitarie risiedano nel nostro intestino, per cui non è un caso che ad uno squilibrio della popolazione di microbi che vivono nell’intestino consegua una condizione di affaticamento cronico psico-fisico che riduce le nostre capacità difensive contro agenti nocivi sia esterni che interni.

Questa “fiacchezza” del sistema immunitario indotta da una disbiosi intestinale, ci espone anche ad un maggiore rischio di contrarre patologie importanti come il diabete, l’obesità (specie di tipo addominale), la steatosi epatica (fegato grasso) e malattie autoimmuni.

Da questi elementi si deduce l’importanza di una corretta igiene intestinale come strategia preventiva e terapeutica. Per avere un intestino sano occorre necessariamente migliorare le proprie abitudini a tavola.

In particolare, occorre moderare il consumo di alcune classi di alimenti che possono favorire il dismicrobismo intestinale come, ad esempio, gli zuccheri semplici (dolciumi, zucchero, bibite, succhi di frutta, prodotti preparati con farine raffinate, etc) e latticini (latte, formaggi, etc).

Di fondamentale importanza per favorire l’eubiosi intestinale sono le fibre sia solubili che insolubili.

Le fibre solubili le possiamo ritrovare nei legumi (ceci, fagioli, piselli, lenticchie, soia, etc) e nei cereali integrali che dovrebbero rappresentare la principale fonte di carboidrati della nostra dieta.

Le fibre insolubili le possiamo introdurre quotidianamente attraverso il consumo di verdure e frutta fresca.

Le linee guida della Società Italiana di Nutrizione Umana indicano che sarebbe raccomandabile un consumo giornaliero di circa 30g di fibre.

Nei casi di disbiosi intestinale risulta parimenti utile accostare ad una corretta alimentazione la somministrazione di microrganismi probiotici e fibre prebiotiche, capaci di contribuire al ripristino una corretta funzionalità intestinale.

Ovviamente, trattandosi di integratori con delle specifiche e caratteristiche proprie, è consigliabile che vengano suggeriti e pianificati caso per caso con una logica funzionale al riequilibro del microbiota intestinale attraverso un’integrazione selettiva e programmata da un Nutrizionista competente.

Dr.ssa Monia Senni, Biologa Nutrizionista