Diabete e Dieta Mediterranea

Si stima che in Europa ci siano circa 33 milioni di diabetici che consumano con le loro complicazioni quasi il 10% delle spese sanitarie.

Secondo la Banca Mondiale per fronteggiare il diabete nel mondo si spendono 400 miliardi di dollari l’anno. In Italia, ciascun paziente costa al Servizio Sanitario Nazionale circa 2.600 euro l’anno e le terapie pesano al SSN attorno al 9% del bilancio, ovvero circa 8,26 miliardi di euro ogni anno.

Sono cifre sostanziose, che fanno di questa condizione uno degli oneri finanziari più pesanti per il sistema sanitario e che a breve potrebbe portarlo al collasso!

Da qui l’importanza della prevenzione che passa obbligatoriamente dalla tavola: sì, perché il principale fattore di rischio per lo sviluppo del diabete mellito di tipo 2 è rappresentato da una dieta sbilanciata associata ad uno stile di vita sedentario.

Anche in questo ambito patologico la Dieta Mediterranea si è mostrata efficace riducendo l’insorgenza di nuovi casi di diabete.

Da questo studio pubblicato su un’autorevole rivista scientifica, il British Medical Journal si evince che un aumento di 2 punti nell’aderenza ad un modello dietetico di tipo mediterraneo corrisponde ad una riduzione del 35% di nuovi casi di diabete.

Un'altra ricerca ha rilevato che quando alla Dieta Mediterranea viene associata un’adeguata restrizione calorica, senza malnutrizione, si può arrivare ad una riduzione del 52% di insorgenza di nuovi casi di diabete in pazienti ad alto rischio cardio-vascolare.

La semplice applicazione del modello dietetico mediterraneo può ridurre il ricorso alle cure farmacologiche in maniera molto sostanziosa, dal 40 al 70%, abbattendo così i costi sanitari del diabete che pesano sull’intera collettività.

Da queste e da innumerevoli altri ricerche in questo ambito, si può facilmente comprendere l’importanza di uno strumento così semplice, poco costoso e potente come la dieta nella lotta contro una patologia subdola e piena di complicazioni come il diabete.

Nella mia esperienza clinica come Nutrizionista mi capita molto frequentemente di seguire pazienti diabetici che già dai primi mesi di dieta riscontrano un oggettivo benessere e un miglioramento del quadro sintomatologico.

Oltre ad un miglioramento della qualità di vita dei pazienti, il beneficio della dieta è oggettivamente riscontrabile da valori di emoglobina glicata (HbA1c: esame di riferimento per valutare la compensazione glicemica nel paziente diabetico) decisamente più bassi.

Dr.ssa Monia Senni Biologa Nutrizionista