ARTRITE REUMATOIDE: SCOPERTA LA MOLECOLARE CHE BLOCCA LA MALATTIA

Un gruppo di ricercatori italiani e scozzesi ha condotto uno studio che ha portato all’individuazione di una molecola molto piccola, chiamata MiR34a, che sembrerebbe essere la chiave per combattere l’artrite reumatoide, una patologia autoimmune infiammatoria cronico-degenerativa che colpisce soprattutto le donne con sintomi che riducono fortemente la qualità di vita dei pazienti che ne sono affetti. A conferma del dato generale, nella provincia di Forlì-Cesena, circa 68% dei casi di artrite reumatoide si registrano nella popolazione femminile.

Questa nuova scoperta può rappresentare un passo avanti nella cura e trattamento dell’artrite reumatoide, patologia che oltre ad interessare principalmente le articolazioni (specie le mani) può ridurre, per complicanze associate, l’aspettativa di vita dei pazienti.

Il pool di ricercatori ha potuto constatare che questa proteina sovraintende l’attivazione di quelle cellule dendritiche capaci di migrare all’interno dei linfonodi e di attivare a loro volta i linfociti T e B, innescando quel processo immunitario anomalo, esso stesso causa dell’artrite reumatoide.

Come in tutte le malattie autoimmuni, anche nell’artrite reumatoide il sistema immunitario si scatena contro l’organismo e aggredisce le articolazioni, le ossa ed anche gli organi interni vitali.

Dalle ricerche è emerso che la proteina MiR34a è capace di attivare un meccanismo molecolare in grado di inattivare le cellule dendritiche.

In campo nutrizionale, essendo l’artrite una patologia di stampo infiammatorio, in questi anni di esperienza ambulatoriale come Nutrizionista, ho potuto constatare che i pazienti affetti da artrite reumatoide hanno tratto ottimi risultati dall’impostazione di una una dieta ricca di molecole antinfiammatorie.

In particolare, acidi grassi omega 3 che ritroviamo nel grasso di quei pesci selvaggi che vivono in mari freddi, così come molecole quali oleocantale e oleorupeina che ritroviamo nell’olio extra vergine di oliva spremuto a freddo, si sono mostrati estremamente efficaci specie nella riduzione della sintomatologia dolorifica tipicamente associata all’artrite.

Dr.ssa Monia Senni Biologa Nutrizionista