Nutrizione · Dieta e Patologie

Allergia al nichel: come comportarsi con la dieta?

Il nichel è un cofattore enzimatico di diversi processi biochimici legati al metabolismo di alcuni ormoni, del glucosio e dei lipidi.

Il fabbisogno di nichel è di circa 100 mcg/die e viene tranquillamente soddisfatto attraverso l’intake dietetico essendo numerose le fonti alimentari che lo contengono, fatto salvo rare condizioni di malassorbimento intestinale e/o insufficienza renale cronica.

L’allergia al nichel è la forma più diffusa di allergia da contatto e di allergia ai metalli.

La prevalenza segue un trend in costante crescita e, questo aumento dei casi di allergia al nichel, sembra essere ricondotto alla diffusione di pratiche come piercing e tatuaggi (il nichel è impiegato per la produzione di alcuni dei colori utilizzati). Studi epidemiologici recenti indicano una prevalenza generale tra il 15 e il 20% della popolazione, specie nelle donne.

L’allergia al nichel può distinguersi in:

  • Allergia al nichel da contatto che riguarda il 30% della popolazione generale e si palesa con manifestazioni prevalentemente a localizzazione cutanea: dermatite da contatto (DAC), eczema, eritema, prurito intenso in corrispondenza del polso, mani, collo e dita. Va ricordato che in questi casi occorre limitare al minimo il contatto con monete, utensili da cucina e posate in acciaio, orecchini, bracciali e anelli di bigiotteria.
  • Sindrome dell’Allergia Sistemica al Nichel (SNAS) dove vengono registrati anche sintomi a carico di organi diversi dalla cute, come rinite, asma, cefalea, dolori addominali, diarrea, stipsi, meteorismo, vomito. Si ritiene che in questo caso possa giocare un ruolo molto importante non soltanto il contatto cutaneo con il nichel, ma anche la rilevante quantità del metallo che viene ingerita con gli alimenti, per cui la dieta in questi casi gioca un ruolo determinante. Va sottolineato che i meccanismi immunologici alla base di questa risposta generalizzata non sono ancora stati chiariti.

Partendo dall’assunto che il contenuto di nichel negli alimenti è estremamente variabile e non ne è stato ancora individuato il valore soglia, per riuscire a dare informazioni che possano essere utili, è che in linea di massima il nichel risulta essere maggiormente presente in cibi di origine vegetale, mentre la presenza negli alimenti di origine animale è sempre più modesta.

In generale, ad un paziente con una diagnosi di SNAS cui viene suggerita una dieta a ridotto contenuto in nichel vengono esclusi alcuni alimenti per procedere con un periodo di depurazione da questo metallo, con una dieta dunque che possiamo definire Low Nichel.

Alimenti ricchi in nichel:

  • cacao e cioccolato, sia al latte che fondente
  • legumi, in particolare le lenticchie
  • cereali integrali, soprattutto l’avena
  • frutta in guscio, specie noci e mandorle

Nella mia pratica ambulatoriale come Nutrizionista, sono tanti i pazienti che mi chiedono di intervenire sulla loro dieta perché hanno difficoltà a comprendere quale sia una giusta linea nutrizionale da seguire quando si è allergici a questo metallo, il Nichel solfato.

Ovviamente, il tutto non si può banalmente riassumere con una dieta di esclusione di alimenti off-limits perché ricchi in nichel e, per ciascun paziente andrà impostato un determinato tipo di intervento nutrizionale e comportamentale, che prenda in considerazione il quadro clinico completo, per evitare di incorrere in diete sbilanciate e soprattutto monotone.

Dr.ssa Monia Senni Biologo Nutrizionista