MORBO DI CROHN E OMEGA 3

Il morbo di Crohn come tutte le patologie croniche intestinali traggono enorme beneficio da una terapia nutrizionale personalizzata finalizzata alla riduzione del processo infiammatorio tipicamente associato a tale malattia dell’intestino.

Non è un caso, che uno dei parametri che si devono necessariamente monitorare per valutare l’andamento e l’efficacia delle terapie farmacologiche sia il dosaggio ematico della proteina C reattiva (PCR), uno degli indici di riferimento di eventuali infiammazioni in corso. Le terapie farmacologiche stesse sono a base di cortisone, farmaco dal potente effetto antinfiammatorio.

Esistono dei cibi che sono apportatori di molecole dalla forte azione antinfiammatoria e tra questi il pesce azzurro che contiene acidi grassi essenziali della serie omega 3 capaci di ridurre l’infiammazione generata dalla malattia di Crohn.

Da uno studio prospettico in cui sono stati monitorati per un periodo di 8 anni circa 200 mila persone non ancora affette da morbo di Crohn e le relative abitudini dietetiche, è emersa una relazione inversa tra l’assunzione di omega 3, in particolare di un tipo di acidi grassi essenziali, ossia l’acido docosaesaenoico (DHA) e l’incidenza della malattia di Crohn.

L’acido docosaesaenoico (DHA) così come l’acido eicosapentaenoico (EPA) possono venire convertiti solo in parte da un altro acido grasso, l’acido alfa linolenico (ALA) che possiamo ritrovare ad esempio nei semi di lino.

Le percentuali di tale conversione nei casi più ottimistici vanno da un minimo di un 3% ad un massimo del 20% per gli EPA.

Il mio consiglio come Nutrizionista per tutti coloro i quali mostrano una particolare fragilità intestinale è di consumare 3 porzioni di pesce azzurro pescato, NON di allevamento a settimana per soddisfare le esigenze in termini di fabbisogni di omega 3. Il nostro mare Adriatico è particolarmente ricco di specie appartenenti alla classe del pesce azzurro, al quale viene anche dedicata una fiera che si tiene in due periodi dell’anno, aprile ed ottobre.

Nei porti di Cervia e di Cesenatico sono numerose le imbarcazioni che si dedicano alla pesca di alici, sgombri, suri, palamite che rappresentano una fonte inestimabile di omega 3.

Per tutti coloro in quali non riescano a reperire pesce fresco suggerisco periodicamente di programmare un’integrazione con qualche capsula di omega 3 di elevata qualità, il cui dosaggio va però valutato insieme al proprio nutrizionista di fiducia.

Dr.ssa Monia Senni Biologa Nutrizionista