La Dieta ai tempi del Coronavirus: microbiota e probiotici VS virus - Parte 9

Sappiamo da tempo che l’intestino e la popolazione microbica che lo colonizza rivestono un ruolo chiave per la salute dell’ospite, compreso l’ambito immunitario.

L’ipotesi che possa o meno esistere una correlazione tra le infezioni da Covid-19 e le alterazioni del microbiota intestinale è ancora prematuro affermarlo, in quanto le informazioni oggi disponibili sul coronavirus sono ancora poche e frammentarie.

Possiamo però tentare di formulare delle ipotesi con i dati solidi di cui siamo attualmente in possesso, quanto meno per cercare di orientarci meglio sui comportamenti nutrizionali e integrativi più idonei a garantirci una buona condizione immunitaria.

Le ricerche ci dicono che gli italiani, insieme ai cugini francesi d’Oltralpe e ai colleghi spagnoli, sono tra i maggiori consumatori di antibiotici per uso umano in Europa, e con il primato assoluto per l’uso di antibiotici in ambito zootecnico.

Una problematica sanitaria portata alla ribalta della cronaca in questo ultimo decennio è sicuramente quella dell’antibiotico resistenza, che solo nel 2018 ha causato circa 10.000 decessi nel nostro paese.

Ricordiamo che Italia, Spagna e Francia sono stati i paesi in Europa in cui l’epidemia di coronavirus si è mostrata maggiormente aggressiva, con tassi di letalità più elevati rispetto agli altri 24 Paesi dell’Unione europea.

Sappiamo inoltre, che gli antibiotici sono i principali fattori di disturbo del fragile ecosistema enterico e che il sistema immunitario annesso all’intestino e alla sua componente microbica risulta essere fortemente compromesso nei soggetti che mostrano alterazioni microbiologiche intestinali riconducibili ad uno stato di disbiosi.

Inoltre, l’attuale protocollo prevede nei pazienti Covid-19 con sintomi la somministrazione anche di antibiotici a largo spettro al fine di scongiurare eventuali co-infezioni batteriche.

A questo quadro si aggiungono le migliaia di pazienti Covid-19 positivi senza sintomi che devono necessariamente rimanere in quarantena, senza potere praticare regolarmente attività fisica, assorbire i benefici raggi solari e, soprattutto, letteralmente abbandonati a sé stessi da un punto di vista nutrizionale, senza che venga fornita loro alcun tipo di indicazione in merito alla dieta idonea da seguire in questa particolare condizione di infezione/reclusione.

RECLUSIONE+SEDENTARIETÀ + MANCANZA DI ESPOSIZIONE LUCE SOLARE + DIETA PRO-INFIAMMANTE

=

DIFESE IMMUNITARIE AZZERATE

In questo scenario apocalittico, che purtroppo ci accompagnerà ancora per molto tempo, nell’ottica di ripristinare una buona salute del microbiota intestinale, funzionale al mantenimento di adeguati livelli di immunità, diventa essenziale l’intake alimentare di PREBIOTICI e PROBIOTICI che possiamo trovare in diversi tipi di alimenti, facilmente preparabili anche a casa propria.

Esempi di alimenti “vivi” fonte naturali di PROBIOTICI:

  • ACETO DI MELE NON PASTORIZZATO
  • ACIDULATO DI UMEBOSHI
  • MISO
  • CRAUTI
  • KEFIR
  • CICORIA
  • AGLIO, CIPOLLA, PORRO
  • CARCIOFI
  • ASPARAGI
  • ORZO, AVENA

Esempi di alimenti con fibre PREBIOTICHE, funzionali alla vita dei PROBIOTICI:

Alimenti probiotici e fibre prebiotiche vanno integrati in un modello alimentare equilibrato e soprattutto personalizzato in base alle caratteristiche individuali, unitamente ad analisi ematochimiche, urinarie e del DNA fecale, che possono individuare le scelte più appropriate per ogni individuo.

Dr.ssa Monia Senni Biologa Nutrizionista