Il Microbiota intestinale influenza i disturbi reumatici della Fibromialgia

La fibromialgia è una patologia reumatica che colpisce soprattutto le donne, spesso sotto diagnosticata, che nel nostro paese colpisce circa 4 milioni di persone, ed è seconda solo all’artrite. Le più recenti ricerche considerano la fibromialgia un disturbo a carico del sistema nervoso centrale.

“Attualmente in Emilia-Romagna le malattie reumatiche costituiscono la prima causa di inabilità temporanea, la seconda di invalidità permanente e la più frequente causa di assenza dal lavoro, nonché la causa del 27 % delle pensioni di invalidità.

Dati aggiornati al 2012 del Servizio Assistenza Distrettuale, Pianificazione e Sviluppo della Regione Emilia Romagna evidenziano a livello regionale 29.403 persone con esenzione attiva per patologie reumatiche croniche invalidanti, di queste 1.019 sono residenti sul territorio di CESENA, prevalentemente in fascia di età lavorativa compresa tra i 18 e i 65 anni (60 %), ed oltre l’80% è di sesso femminile”.

I sintomi tipici maggiormente riferiti dalle persone che soffrono di fibromialgia sono:

  • dolore e intorpidimento muscolare
  • *cefalea spesso accompagnata da vertigini
  • *senso di fatica al risveglio
  • *gastrite e infiammazione intestinale*
  • *sintomi pseudo-allergici
  • *febbricola cronica

I disturbi a carico dell’apparato gastroenterico* nel paziente fibromialgico sono dovuti alla profonda condivisione dei meccanismi infiammatori tra il sistema digerente e le patologie reumatiche. I dati dimostrano, infatti, che frequentemente gli individui affetti da fibromialgia presentano nel 70% dei casi diagnosi di sindrome del colon irritabile.

Microbiota Intestinale, Fibromialgia e Dieta

L’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro intestino, ossia, il microbiota, sembrerebbe essere fortemente coinvolto nell’eziopatogenesi della fibromialgia.

Diversi studi hanno potuto dimostrare come la popolazione microbica intestinale grazie alla stretta relazione sussistente tra sistema nervoso centrale e sistema nervoso enterico, sia in grado di influenzare la nostra salute a più livelli. In particolare, l’alterazione della qualità e quantità di questi microbi può causare delle gravi anomalie a carico dei meccanismi di regolazione dei processi infiammatori coinvolti nella genesi della fibromialgia.

L’equilibrio e la salute del nostro microbiota intestinale sono fortemente influenzati dalla dieta e per questo motivo i ricercatori pensano che si possano compensare i sintomi della fibromialgia attraverso un intervento mirato all’alimentazione dei pazienti fibromialgici.

Secondo i dati pubblicati sulla rivista scientifica Reumathology “attraverso l’eliminazione del glutine (proteina presente nel grano dal potente effetto pro-infiammatorio) dalla dieta di un campione di pazienti affetti da fibromialgia si potrebbe ottenere una significativa riduzione del dolore e un miglioramento della qualità di vita”.

Anche una dieta particolarmente ricca di vegetali ricchi in antiossidanti con proprietà protettive e antinfiammatorie può essere utile nel trattamento della fibromialgia.

Tra i vegetali più indicati da introdurre nella dieta del paziente fibromialgico troviamo le ciliegie per il loro contenuto in antociani, una classe di polifenoli capaci di contrastare le infiammazioni e di svolgere un’azione antidolorifica.

Il peperone per la presenza di carotenoidi e vitamina C dal potente effetto antiossidante capace di ridurre lo stress ossidativo e i cereali integrali, specie il riso nero integrale per via del suo elevato contenuto in flavonoidi.

Dr.ssa Monia Senni, Biologa Nutrizionista