Curcumina un alleato contro il cancro

Numerosi studi hanno potuto dimostrare l’azione protettiva sul DNA che i principi attivi contenuti nella radice della pianta curcuma longa sono in grado di esercitare.

Grazie alla biologia molecolare oggi sappiamo che i curcuminoidi (80% curcumina, 18% demetossicurcumina, 2% bis-demetossicurcumina) effettuano una modulazione epigenetica (post-trascrizionale) attraverso l’attivazione/inibizione di una particolare classe di microRNA (MIR).

I mRNA sono dei piccoli RNA nucleari o nucleolari che servono per la regolazione del DNA. Possiamo definirli come gli “interruttori del DNA”.

Questi mRNA osservati per la prima volta nel 1993, vengono attivati o inibiti da oncogeni o oncosoppressori, per cui rivestono un ruolo chiave nello sviluppo del cancro.

L’azione dei MIR è contesto dipendente. Ad esempio, nel tessuto tiroideo ad adeguate concentrazioni inibiscono PTEN (oncosoppressore) riducendo il rischio di sviluppare un tumore nella ghiandola tiroidea.

Nel tessuto mammario la curcumina è in grado di attivare il MIR 15 che a sua volta innesca una cascata di reazioni che conducono all’apoptosi, ossia il processo fisiologico di suicidio programmato a cui viene indirizzata la cellula neoplastica. Si può definire dunque che la curcumina possieda un’azione anticancro.

Il problema della biodisponibilità della curcumina pone un limite alla sua efficacia.

E’ fondamentale che i curcuminoidi vengano predisposti all’assorbimento intestinale per raggiungere in circolo le dosi terapeutiche in adeguate concentrazioni che possano espletare l’azione benefica.

Altri antiossidanti tipici della Dieta Mediterranea possono svolgere un’azione anticancro:

  • quercitina che troviamo soprattutto nei capperi, nei mirtilli e nel the verde
  • apigenina: presente nel sedano, cipolla, prezzemolo
  • ginesteina: che troviamo nei legumi, specie la soia, nel kuzu
  • pterostilbene: principio attivo presente nell’uva nera, nei mirtilli e nelle mandorle

Dr.ssa Monia Senni Biologa Nutrizionista