Cistite: l’epidemia silenziosa

Parte Prima

La cistite è sicuramente una condizione che affligge la maggior parte delle donne almeno una volta nella vita, ma da cui anche l’uomo non è immune, specie dopo i 50 anni quando subentra un aumento delle dimensioni della ghiandola prostatica.

Con il termine cistite si intende indicare una fastidiosa infiammazione delle mucose genito-urinarie che spesso risulta essere recidivante. Frequentemente, la cistite si accompagna ad un’infezione molto comune nel mondo femminile che è la candida di cui ho parlato nel precedente articolo “Come sconfiggere la candida attraverso la dieta”.

Tra le principali cause predisponenti la cistite si annoverano:
  • L’uso indiscriminato di antibiotici e antimicotici che a livello sia del microbiota intestinale che di quello genito-urinario determinano uno sbilanciamento verso la sovra crescita di microbi patogeni come Escherichia Coli (responsabile del 70% circa delle cistiti) e la contestuale morte di microrganismi protettivi come i Lactobacilli
  • La menopausa, che nelle donne comporta un calo della produzione di ormoni estrogenici con conseguente alterazione del trofismo vaginale
  • L’uso di creme spermicide anticoncezionali e/o il diaframma, tutti elementi che possono favorire l’alterazione dell’ambiente mucosale intimo
  • Un’alimentazione ricca di alimenti preparati con farine raffinate, eccessivamente carica di dolciumi, bibite zuccherate e in genere di cibi fortemente acidificanti
  • La scarsa idratazione unitamente al consumo eccessivo di caffè e bevande alcoliche che tendono ad alterare il pH del lume intestinale e delle mucose genito-urinarie

Tutte queste condizioni possono alterare sia l’ambiente sia le popolazioni microbiche che vivono nell’intestino e nella vagina favorendo la colonizzazione di batteri patogeni di origine fecale, vaginale o uretrale, responsabili dell’insorgenza dell’infiammazione e dell’infezione.

I trattamenti farmacologici classici che vengono frequentemente prescritti per la cura della cistite risultano eccessivamente invasivi e non mirati al ripristino dell’equilibrio del microbiota entero-vaginale, dunque possono solo parzialmente risolvere i sintomi più tipicamente associati alla cistite come il gonfiore addominale, bruciore intimo, il dolore alla minzione o le perdite ematiche.

Perché la cistite è recidivante?

Le recidive di cistite sono frequenti, tanto è vero che spesso mi capita di incontrare donne che ne soffrono da decenni. Si parla quindi di cistite cronica che si manifesta anche con 4-5 episodi di riacutizzazione in un anno. Questo accade quando il problema non viene affrontato in maniera strutturale e sistemica, ma limitandosi a trattare unicamente i sintomi e non rimuovendo le cause che l’hanno determinata.

Da qui risulta decisivo un intervento sulle abitudini nutrizionali del paziente che mostra questo tipo di infiammazione. La ricerca scientifica degli ultimi anni ha stabilito che l’infiammazione cronica anche di grado lieve può condurre nel tempo ad un aumento del rischio di sviluppare patologie molto importanti come le neoplasie. Pertanto, risulta di vitale importanza, un approccio che abbia come obiettivo il risolvimento di questi focolai infiammatori localizzati a livello delle mucose genito-urinarie per prevenire ulteriori degenerazioni cellulari.

Dr.ssa Monia Senni, Biologa Nutrizionista